21
Mar
2018
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Un artista da scoprire: Luca Zoccali

L’approccio con un artista è ogni volta un’esperienza diversa, unica e affascinante. Mi piace ripercorrere l’iter che ha portato alla creazione delle opere, conoscere come sono nate, quali sono state le origini e in che modo si è arrivati fino a lì. Attraverso l’esperienza si matura una nuova percezione della realtà, l’individuo trasforma se stesso insieme alle sue opere. Per questo, osservare un dipinto è come avere davanti l’anima di chi l’ha eseguito.

Stavolta ho avuto l’occasione di incontrare Luca Zoccali, un artista alle prime armi, un ragazzo che ha sempre avuto l’arte nel sangue ma che solo adesso ha trovato il modo di dare ad essa una libera espressione. Si tratta di un’esperienza diversa, in cui si sentono la trepidazione e l’entusiasmo di chi muove i primi passi in un mondo a cui finora ha guardato solo con ammirazione.

Questo è quello che Luca dice di sé:

La mia passione per l’arte nasce dal contatto con mio padre, pittore e scultore. Questa “arte di famiglia” inizia in me da dietro le quinte. Ero il piccolo spettatore di un grande artista, ma chiuso nel suo mondo fatto di marmo bianco, odore misto di colori ad olio, tele su tele. Mentre il giovane artista disegnava e dipingeva, i miei piccoli occhi osservavano fugacemente e le sensazioni acquisite finivano come “scarabocchi” in fogli dei miei cari diari Smemoranda o Comix. Mi allontano dalla piccola realtà del paese per iniziare la mia carriera universitaria a Roma. Per tantissimi anni l’immagine di quei scarabocchi si congela nel mio cuore, quando ad un certo punto della mia vita riemergono con tutta la loro forza e vivacità. Il disegno, la pittura, l’uso dei materiali diventano il veicolo per esprimere le mie più profonde emozioni. Un concentrato di rabbia, dolcezza, sogni e desideri, ironia, prende vita attraverso i colori e le vernici acriliche, colori ad olio, pastelli e matite colorate, oggetti.

Dalle risposte alle mie domande emerge una persona estremamente sensibile e appassionata, che si accinge ad esporre le sue opere in punta di piedi ma con grande orgoglio e la consapevolezza di poter dare finalmente libero sfogo al suo lato più intimo e nascosto.

 

Luca, sei un ragazzo giovane che ha sempre avuto l’arte nel cuore ma solo adesso hai deciso di fare veramente sul serio. Cosa ti ha convinto a fare questo passo?

Non so se sto facendo veramente sul serio, non nascondo la paura di mostrarmi, mi sento ancora combattuto nel farlo. Come descrivo nella mia biografia sono stato sempre affascinato dall’arte fin da piccolo, per influenza di mio padre. Senza una guida diretta cercavo di riprodurre le sue opere, ma in seguito la mancanza di stimoli e altri eventi hanno bloccato la mia voglia di continuare. Se sta diventando qualcosa di serio è grazie a questo lanciarsi e non lanciarsi che mi ha permesso di incontrare Antonella Cedro, la prima artista che mi ha messo in luce. Questo è il primo passo, ma la strada è ancora lunga per me, soprattutto per come concepisco io l ‘arte, un processo di crescita senza fine

Essere figlio di un artista può essere un vantaggio, ma può diventare un peso. Quanto questo ha condizionato le tue scelte?

Mio padre ha avuto una grande influenza su di me, in tutti i sensi. Lo reputo un genio fuori dal comune. Escludo sia il vantaggio che il peso nei miei confronti. Nella sua bottega ho avuto una partecipazione indiretta alla sua arte, osservando a modo mio il suo talento. Di nascosto prendevo i suoi pennelli per riprodurre quanto lui faceva. Per me i suoi oggetti artistici emanavano un non so che di misterioso, pur non aver sentito parlare di colori primari, la differenza tra i vari pennelli, le sfumature di colore, preparazione di una tela e così via. Un giorno scrissi: “se solo il maestro avesse fatto con me quello che ha fatto sul marmo o sulla pietra, innamorandosi perdutamente, forse il mio destino artistico sarebbe stato diverso”. Per cui penso che il mio percorso è iniziato senza una linea di vantaggio, forse è la genetica un vantaggio. D’altra parte non è un peso la sua figura artistica, semmai il contrario. A distanza di anni mi meraviglio ancora per quello che ha fatto e per quello che ancora, a 70 anni, riesce a creare. Ha idee geniali, moderne, che solo lui sa fondere con la natura secolare del mondo. Mio padre è un potente stimolo, e spero che continuerà ad emozionarmi per tanto tempo. La scelta, quindi, di esprimermi attraverso l’arte, non è stata in modo assoluto condizionata dalla sua presenza artistica. Lui stesso si è molto meravigliato delle mie capacità espressive, che per anni non ho liberato. Molti tratti, linee e curve, sfumature di colore si avvicinano un po’ alle sue, per poi allontanarsi completamente verso un mondo artistico che è esclusivamente mio.

Quanto ha condizionato le tue scelte il fatto di vivere in un piccolo paese?

Se per scelte si intende anche la “pittura” come espressione direi che mi ha condizionato poco il mio paese. Più che altro è stata la realtà e mentalità chiusa di questo paese che ha condizionato notevolmente la mia vita. Andare a vivere in una grande città come Roma ha cambiato le mie abitudini. Sicuramente tutto questo ha contribuito ad attivare in me il “fermento artistico” ad un certo punto della mia vita.

Che cosa amavi disegnare e cosa preferisci adesso?

Credo che, tra quello che facevo da piccolo e quello che faccio adesso, ci sia un grande collegamento. Certamente i disegni di mio padre erano i modelli da seguire, paesaggi in acquarello, le stazioni della via Crucis del Cristo. Ero molto colpito dai giochi del cruciverba, soprattutto quello dei punti, dove l’unione portava all’immagine di qualcosa. Quando disegnavo o coloravo in casa con i miei fratelli o amici si respirava un’aria più felice per me, anche se ritenevo più bravi gli altri. Ma era nei momenti scolastici, in cui sentivo più insicurezza e paura, che sui fogli facevo delle “cose” cercando di delineare un qualcosa. Era simile ad un blocco emotivo che non riuscivo a liberare. È questo quel congelamento di immagini e sensazioni che ho tenuto dentro per tanti anni, e che ora si sta sciogliendo pian piano come ghiaccio al sole. Adesso non ho uno stile artistico definito e non so se mai lo avrò. Diciamo che le mie rappresentazioni vanno di pari passo con le mie emozioni. Quindi facile aspettarsi un cambiamento di stile, a volte astratto e a volte con un figurativo a metà o che si dissolve nello spazio, quasi sporcato dal colore. Non amo riprodurre fedelmente ritratti o figure, non amo la staticità in un opera. Ho bisogno di rompere i confini su una tela, di sentirmi libero col colore. Solitamente non disegno mai prima sulla tela, stendo i colori e il “mix di fusione” mi suggerisce un’immagine, una sensazione, una scena. È il colore che mi apre la strada verso l’immaginazione artistica. Mi piace delineare forme o sagome, definite a tratti, quasi in movimento nel colore, in modo da proiettarle in un viaggio che anche io non conosco, incrementando ancora di più la capacità ed il livello immaginario. Molto spesso l’immaginazione si sposa con l’osservazione del mondo esterno. Le persone, nella loro bellezza e bruttezza, la natura in tutte le sue forme, le esperienze di vita quotidiana diventano materiale vivo artistico sul quale mescolare l’immaginazione.
“Le mie rappresentazioni nascono sempre da un’immagine intima, come un Dio che decide di fare nascere un fiore. È guardare profondamente il colore sulla tela che mi conduce al punto di arrivo.”

Hai degli obiettivi? Quali?

Non amo pormi degli obiettivi perché la vita è fatta di imprevisti. Piuttosto mi piacerebbe coltivare giorno per giorno le mie passioni, conoscere quanto più è possibile il mondo e le mie potenzialità di essere individuo.

Cosa è per te l’arte?

L’arte per me deve essere sorpresa, meraviglia, stupore, incontro, rapimento, desiderio, energia, emozione. L’artista, come faceva ben intendere Picasso, deve possedere sempre gli occhi ed il cuore del bambino

Come ti senti quando dipingi?

È l’unico momento in cui lo spazio ed il tempo non sono più calcolabili. È come raggiungere l’infinito. Mani, occhi, cuore e mente sono allineati per lo stesso scopo. Questo si raggiunge solo quando cade la veste “egoica” per lasciare dipingere solo la veste “animica”. Un concetto difficile da comprendere.

Secondo te, l’arte è una via di fuga dalla realtà o una libera interpretazione di essa?

Può essere entrambe le cose. Una fuga, una rappresentazione fedele della realtà, una distorsione della realtà’, amore e odio per la realtà. Il bello dell’arte è che non ci sono regole precise da seguire ma è proprio la sua libera interpretazione a renderla talmente unica e bella.

Descrivi Luca artista prima e Luca artista adesso.

Il primo artista riflette uno stadio iniziale confusionario, veloce, evidente attraverso pennellate marcate, con colorazioni accese e poche sfumature cromatiche. Lo spazio è interamente occupato. L’artista di adesso sembra riflettere una fase più meditativa e profonda, ordinata e liberatoria, con sfumature ampie di colore e predominanza delle variazioni del blu. Non considero queste due fasi separate in modo netto, in alcune opere coesistono.

La tua filosofia di vita…

Ogni giorno vorrei essere sempre più libero da ogni forma di dipendenza.

Che cosa ami?

Amo la bellezza in generale. Quando cerco la bellezza delle cose mi sento nel flusso della vita.

Che cosa non sopporti?

Non sopporto quando sono indifferente e lamentevole

Le tue paure…

Rispondo dicendo che vorrei “SOLO” avere paura di non cominciare mai a vivere pienamente, di non saltare mai nell’esistenza.

La tua più grande soddisfazione o conquista…

Il completamento degli studi universitari e la mia prima esposizione artistica.

I tuoi progetti a breve e lungo termine.

Lavorerò alla mia passione con più consapevolezza e motivazione. Vorrei fare più esperienze artistiche, collaborare e confrontarmi con il mondo dell’arte. Per adesso parteciperò ai seguenti progetti:
15 aprile 2018, “Un sacco d arte”, Sala Espositiva Centro Affari e Convegni di Arezzo
2 maggio 2018 , “Passaggio in laguna“, Venezia
12 giugno 2018 , “Selfie d’Artista”, Castello Doria in Liguria.

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