20
Dec
2016
0

“Storie di una wedding planner #2 – Adam & Sarah”

Come annunciato, da oggi è disponibile su TUTTI GLI STORE ONLINE il secondo e-book dedicato alle storie della wedding planner più efficiente di New York, Karen Mirren: STORIE DI UNA WEDDING PLANNER #2 – ADAM & SARAH. Se nella prima avventura della serie l’avevamo trovata alle prese con suocere invadenti e famiglie degli sposi alquanto bizzarre, stavolta sono proprio gli sposi ad essere strani.

Karen Mirren, titolare dell’agenzia “HoneyMoon”, stavolta deve organizzare il matrimonio di Adam e Sarah. Ma fin dall’inizio c’è qualcosa di strano che non convince una delle wedding planner più importanti di New York. Adam è dolce, premuroso, comprensivo, mentre Sarah ha un atteggiamento che non si addice ad una ragazza in procinto di sposare l’uomo che ama e si comporta in maniera piuttosto bizzarra. Karen prende a cuore la vicenda più di quanto lo richieda il suo lavoro, ma anche il destino e le coincidenze si divertono a giocare con lei. Inaspettatamente, si devono fare i conti con il passato e Karen si sente coinvolta dalla storia di Adam e Sarah, come le non era mai successoprima. Il difficile cammino che dovrà percorrere la futura sposa, fino all’imprevedibile finale, servirà anche alla wedding planner per fare chiarezza nella propria vita, tra il rapporto appena avviato con Ryan, i battibecchi con un vecchio compagno di college piuttosto invadente e l’incontro con un antipatico – quanto affascinante – snob, rampollo di una delle famiglie più ricche della Grande Mela.

 

Questo l’incipit della storia:

«Il prezzo non ha importanza. Voglio che sia tutto come lei ha sempre sognato!» ha dichiarato Adam la prima volta che è venuto con Sarah nella HoneyMoon Agency, l’agenzia di wedding planner che gestisco con l’aiuto della mia fidata collaboratrice, Amber e dell’insostituibile Maggie. È sempre un’emozione cogliere lo sguardo adorante di un uomo nei confronti della donna che ama. Non so perché, ma c’è qualcosa di estremamente dolce e potente insieme. I maschi sono così alteri e presi di sé, sfoggiano in ogni occasione le loro doti “virili” per dimostrare la superiorità del loro essere, spesso anche in maniera sprezzante e arrogante. Perciò, vederli fragili e mansueti, piegati dalla forza superiore dell’Amore, li rende un po’ meno detestabili e più umani. Anche se non avrei mai pensato che Adam fosse capace di esibire la propria mascolinità con atteggiamenti da super macho! Anzi, apparteneva a quella rara categoria di uomini disposti a qualsiasi sacrificio per amore.

«Comunque, sono tenuta ad informarvi di tutte le opzioni e del loro valore. È il mio lavoro!» ho replicato con un sorriso affabile. Adam era indubbiamente innamorato, ma non era la prima volta che dei clienti dapprima disponibili fossero poi venuti a protestare per qualche cifra troppo alta. Quindi, era meglio essere chiari fin dal principio e mettere tutti i puntini – e i numeri – al posto giusto.

«Certamente,» ha risposto Adam, spostando lo sguardo su di me. «Lei faccia pure il suo lavoro, ma per me conta solo il suo sorriso!» ha dichiarato tornando a contemplare la ragazza. Che, dal canto suo, si limitava a lasciarlo parlare, lanciandogli occhiate di autentica ammirazione. Gli occhi sapientemente truccati per farne risaltare l’azzurro intenso, i lunghi capelli biondi lisci, i lineamenti delicati, la carnagione chiara la facevano assomigliare a un angelo. Lui, con una folta chioma di capelli altrettanto chiari, aveva gli occhi scuri e il naso pronunciato, ma nell’insieme il volto era armonico, espressione di un animo gentile.

«Avete già qualche idea sulla data? E sul luogo della cerimonia e del ricevimento?» ho chiesto, impugnando la penna e aprendo la mia fedele agenda. Nonostante la tecnologia, devo scarabocchiare un po’, all’inizio, per impostare il lavoro.

«Quanto tempo ci vuole per organizzare un matrimonio, in genere?» ha domandato Adam, a sua volta.

«Dipende da quello che vogliono gli sposi. Ma c’è da prenotare la chiesa o il luogo della cerimonia, il ristorante o il resort o la villa e il catering, e poi le partecipazioni, le bomboniere, le liste di nozze, gli abiti, l’auto, i fiori, il viaggio di nozze, per non parlare dei dettagli, come i segnaposti, le tovaglie, i rivestimenti, le decorazioni. E poi le prove del trucco e dell’acconciatura per la sposa, le eventuali feste di addio al nubilato e al celibato…»

«Ce la potremmo fare in un mese?» mi ha interrotta Adam con un sorriso innocente.

Sono rimasta a bocca aperta per un istante, mentre la mia mente si sforzava di elaborare ciò che le orecchie avevano appena udito.

«Un mese è troppo poco!» ha esclamato Amber, che è intervenuta per la prima volta, dopo essere rimasta in disparte fino ad allora. Mi ha lanciato un’occhiata eloquente ed io ho fatto un grosso respiro.

«La mia collaboratrice ha ragione. Non saremmo in grado di organizzare tutto in modo appropriato in così poco tempo, anche se…»

«Anche se?» mi ha interrotta Adam, impaziente. Ho scosso la testa, lasciando cadere la penna sull’agenda.

«Anche se si trattasse di una cerimonia semplice, minimal, non ce la potremmo fare. Non fosse altro che per le pratiche burocratiche da sbrigare!» ho provato a chiarire.

«Altrimenti, se avete così tanta fretta, potreste andare a Las Vegas!» ha aggiunto Amber con una risatina. L’ho fulminata con lo sguardo e lei si è stretta nelle spalle con aria innocente.

«Las Vegas è per chi vuole fare una pazzia, un colpo di testa. Ma noi ci amiamo e abbiamo intenzione di fare sul serio! Non è vero, tesoro?» ha ribattuto Adam, volgendosi verso Sarah, prendendole affettuosamente il mento con l’indice e appoggiando le labbra alle sue.

«Oh, sì che è vero!» ha sussurrato lei, in tono languido. La voce morbida e delicata era esattamente quella che ci si sarebbe aspettata all’apparenza.

Mi sono schiarita rumorosamente la voce e ho brandito di nuovo la penna come se fosse una spada.

«Quindi volete davvero sposarvi entro un mese?» ho chiesto, mostrandomi impassibile e professionale.

«Beh, ci rendiamo conto che il tempo a disposizione è poco e possono esserci delle difficoltà, dei contrattempi… Quindi siamo disposti ad accordarle qualche giorno in più, se lo ritiene necessario!» ha risposto Adam con un sorriso magnanimo. “Qualche giorno in più” per lui era una concessione enorme! Per un istante, sono stata sul punto di declinare la loro offerta, accampando la scusa di impegni precedentemente presi – che poi non era una scusa, ma la verità, dato che c’erano tre matrimoni da finire di organizzare in poco più di un mese!

«D’altronde, siamo venuti da lei perché le mie amiche mi hanno parlato benissimo della sua agenzia! Pare che negli ultimi tempi abbia organizzato i più bei matrimoni di New York e dintorni!» ha esclamato Sarah con entusiasmo. La sua spontaneità, la passione, il tono dolce e il sorriso disarmante mi hanno conquistata e l’ho subito inserita nella categoria “persone simpatiche” della mia personale classifica. E non perché mi aveva lusingata, facendomi sentire importante e apprezzando ciò che amo di più, ovvero, il mio lavoro… Ok, va bene, lo ammetto! Mi ha fatto un immenso piacere ricevere i suoi complimenti, che siano stati sinceri oppure no, e ciò, inevitabilmente, ha fatto pendere l’ago della bilancia per prendere la decisione. Primo: si deve sempre accontentare il cliente, per una questione di professionalità e di prestigio. Secondo: come diceva mio nonno, ai soldi non si chiude mai la porta in faccia!

Per questo, ho aperto l’agenda con aria sbrigativa e ho scritto i loro nomi in alto sul primo foglio bianco, sottolineandoli due volte. Poi ho aggiunto “Data: da definire entro la settimana”. E ho ignorato lo sguardo di rimprovero di Amber.

«Dove vorreste sposarvi?» ho domandato, alzando lo sguardo per metterli un po’ sotto pressione, come loro stavano facendo con me. «Che ne pensate di Central Park? In uno dei romantici gazebi adibiti alle cerimonie?»

Sarah si è illuminata e ha iniziato a battere le mani, tutta eccitata.

«Sìììììììììì!» ha squittito, entusiasta. «È sempre stato il mio sogno! Ma come ha fatto a indovinare? Glielo hai detto tu, tesoro?» ha chiesto, rivolta ad Adam.

«No, amore! Abbiamo davanti una persona che ci sa fare sul serio, ecco tutto!» ha risposto Adam, osservandomi con ammirazione. Ho abbozzato un sorriso, senza lasciarmi distrarre.

«Però, ottobre è in una stagione piuttosto incerta dal punto di vista meteorologico. Ve la sentite di rischiare?» ho aggiunto, tamburellando con le dita sulla scrivania. In quell’istante, Maggie si è affacciata nell’ufficio, mi ha passato un foglio appena arrivato via fax e ha domandato educatamente ai presenti se desiderassero qualcosa da mangiare o da bere. Sarah si è fatta convincere da una tisana rilassante, Adam ha scelto un semplice caffè.

«Altrimenti, ci sarebbe il Plaza, ma occorrono mesi prima di avere un posto libero!» ho commentato, alzando gli occhi al cielo.

«Ehi! La migliore amica di mia sorella lavora negli uffici del Plaza! Come ho fatto a non pensarci prima? Adesso la chiamo e vediamo cosa possiamo fare!» ha esclamato Adam, impugnando subito l’iPhone e facendo scorrere le dita sulla rubrica in maniera frenetica.

Purtroppo, né la sorella, né la sua amica erano reperibili. Ho provato anche a contattare la responsabile con cui collaboro di solito, ma ha risposto la segreteria telefonica. Così, abbiamo lasciato momentaneamente in sospeso la questione del luogo della cerimonia e del ristorante, per passare al resto. E, incredibile ma vero, mentre sorseggiavamo tisane, caffè e bevande varie, siamo riusciti a stilare una lista di tutto ciò che era necessario. Sarah era molto indecisa ed esitante, Adam le dava dei suggerimenti e lei non faceva altro che confermare. Ad un certo punto, ho avuto la spiacevole sensazione che l’incertezza della futura sposa non fosse dettata dalla classica smania tutta femminile di non saper scegliere – perché noi ragazze vorremmo sempre tutto e di più! – quanto piuttosto da una sorta di premura dettata dal desiderio di togliersi il pensiero il più presto possibile. Un’impressione, la mia, che mi era parsa assurda e assolutamente fuori luogo. Sarah era felice e sorridente, guardava con adorazione il fidanzato e lo teneva stretto per la mano. Forse, aveva solo fretta di sposarsi per stare con lui. Oppure, l’indecisione faceva parte del suo carattere, a maggior ragione adesso che c’era in ballo il matrimonio, e magari l’emozione la stava bloccando psicologicamente.

Il dubbio però si è rafforzato davanti a una scelta che nessuna donna – ma proprio nessuna! – può sottovalutare. Passi che Adam abbia preferito gli inviti su carta semplice arricchita solo dalla scrittura in corsivo più elaborata. E passi che siano andate bene le rose, le peonie, le orchidee e le ortensie nelle tonalità dal rosa al bianco per i fiori e il bouquet della sposa. Che Adam abbia scelto la Limousine e il fotografo. Che per il trucco e l’acconciatura Sarah abbia accettato il primo nome che le ho fornito. MA – e da questo veniva il dubbio! – nessuna donna potrebbe mai affermare di non notare la differenza tra una porcellana di Limoges e una di tipo bavarese, e nessuna potrebbe mai rimanere indifferente davanti a preziose bomboniere di cristalli di Swarovski! Sarah non aveva l’aria di una persona insensibile, e, nonostante la semplicità dei modi, era curata e molto femminile. Non aveva neanche l’atteggiamento di sufficienza di certe ragazze snob o, peggio, ignorantone che si credono superiori a tutto e a tutti. Mi stavo convincendo che non avrebbe dovuto mostrarsi tanto indifferente neppure se fosse stata un transgender, un travestito o qualcosa del genere. Insomma, gli oggetti preziosi suscitano comunque ammirazione, indipendentemente dal fatto che si sappia apprezzare il loro valore oppure no. E allora, cosa c’era che non andava in Sarah?

D’altronde, io dovevo fare solo il mio lavoro, che non contempla anche un’analisi psicologica e introspettiva dei miei clienti. Certo è che la situazione appariva davvero anomala e non potevo fare a meno di stupirmi. In fondo, non mi sarebbe dovuto importare, anzi, avrei dovuto sentirmi sollevata, perché era molto difficile trovare qualcuno che non badava a spese e non stava a cercare cavilli. In questo modo, era semplice: avrei guadagnato di più, senza sprecare tante energie, dato che gli sposi sembravano accettare tutte le mie proposte senza battere ciglio.

Era la prima volta che in poche ore avevo già organizzato gran parte di una cerimonia, perché quando Adam e Sarah uscirono dall’agenzia mancavano pochi dettagli da definire. Eravamo riusciti anche a farci dare un appuntamento al Plaza per il giorno dopo, per cercare di fissare la data e la location. Subito dopo, saremmo andati a scegliere gli abiti – non avevo dubbi che avremmo fatto in fretta anche lì! Ovviamente, c’erano tante faccende che io, Amber e Maggie avremmo dovuto sbrigare nei giorni successivi, e piuttosto in fretta. Però, era comunque un record. Eppure, invece di essere soddisfatta e sfregarmi le mani come Paperon de’ Paperoni, continuavo ad avere quell’assurda sensazione di disagio. Nonostante le apparenze, c’era qualcosa che non mi convinceva in quella coppia, qualcosa che non aveva niente a che fare con le porcellane e con i cristalli, però non ne feci parola neanche con Amber. Ero veramente stanca quella sera e mi dissi che in fondo non erano affari miei, che dovevo solo essere soddisfatta per aver organizzato tutto in fretta e che non dovevo preoccuparmi d’altro che non riguardasse esclusivamente il mio lavoro.

(continua a leggere: https://www.amazon.it/dp/B01N9JH9WL/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1482224087&sr=8-4&keywords=laura+bondi )

A breve saranno disponibili su AMAZON anche le versioni CARTACEE di entrambi i romanzi della serie STORIE DI UNA WEDDING PLANNER.

Vorrei ringraziare ancora una volta Alessandro Bianchini per la splendida cover, tutti quelli che mi supportano e sopportano con affetto, e tutte/i le/i lettrici/lettori che scelgono le mie storie. GRAZIE.

Buona lettura!

 

 

Ti potrebbe interessare

“Il Diario di Giacomo” per “eLove Talent”
“Il Diario di Giacomo”: un estratto
IL DIARIO DI GIACOMO
“Storie di una wedding planner Collection #1”

Lascia un Commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi