12
Jun
2015
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SONO UNA STREGA!

Chi mi conosce, sa che mi piace prendermi in giro, giocare sui miei difetti e riderci sopra.E sa anche che non mi piace stare in prima fila e mettermi in mostra, a meno che non debba farlo per difendere le mie ragioni, perché devo sempre esprimere il mio parere, quando sono convinta di qualcosa. Eh, già, posso diventare noiosa e paranoica fino all’esasperazione, e, anche se sono consapevole che non potrei mai cambiare il mondo da sola, vi posso assicurare che ce la metto tutta, nel mio piccolo, per imporre la ‘legalità’. E poi la sincerità e la schiettezza: a costo di apparire antipatica, mi interessa ciò che è dentro al cuore e alla mente di una persona, non ciò che resta fuori.

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Invece, viviamo nella società dell’apparire, dei selfie, dei social, in cui la privacy praticamente non esiste, e dove tutti esibiscono tutto pur di farsi vedere. C’è una vera e propria smania, una sorta di epidemia, creata da una strana specie di virus che induce l’individuo a mettersi in mostra, senza vergogna, né pudore. Si formano come delle vetrine, dove tutti sono autorizzati a chiedere tutto, come se fossero ai grandi magazzini. Invece di domandare: “Scusi, mi dà due etti di prosciutto?” propongono: “Sei bellissima! Sei libera?”. Se la risposta è no, allora si insiste: “Ma lui è lì con te? Puoi chattare?” Ehm, scusate, ma non capisco: anche se sono sentimentalmente impegnata, dovrei avere un alter ego e sfogare in chat i miei presunti istinti repressi? No, dico, ma lo sapete che non esiste solo la tastiera, non ci sono solo immagini, ma là fuori c’è un mondo pieno di persone vere? Perché dovrei avere una relazione clandestina virtuale, quando potrei averne una reale – sempre che lo voglia, ipoteticamente parlando? La risposta è che, se la storia virtuale si fa seria,  ci possiamo incontrare, magari a metà strada. State scherzando, vero? Ho detto che non sono capace di mentire, e ho delle giornate così piene di impegni, da non sapere come incastrarli, e mi chiedete di inventarmi delle scuse, e trovare del tempo disponibile? C’è il rischio che possa finire alla neuro, ve lo giuro. Non sono adatta a questo genere di emozioni, e neanche i personaggi dei miei romanzi arriverebbero a tanto!

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A pensarci, poi, tutto questo accade per colpa del servizio fotografico – sempre lui! In quelle foto io sarei ‘bella’, al punto da indurre a questo strano tipo di corteggiamento virtuale che va di moda, sfacciato, spudorato, persino volgare e svergognato. Primo, vorrei ribadire che non sono bella, che le foto servono solo perché ho voluto mettere la faccia accanto al mio lavoro, per onestà, come al solito. Secondo, ho fatto un’indagine, e ho chiesto a chi mi conosce che cosa ne pensano delle foto, che messaggio trasmettono, che immagine di me traspare. Tutti mi hanno confermato che ritraggono una persona seria e determinata. “Ma, secondo voi, c’è qualcosa di perverso, un messaggio subliminale, insomma, do l’impressione di essere disponibile?” Mi hanno risposto di no, anzi, le mie espressioni sono piuttosto tese – colpa della solita fobia della macchina fotografica. Allora, sono arrivata persino a chiedere di ritoccare le foto, per renderle più brutte, ma così non sarei onesta. Per di più, non riesco neanche ad essere scortese e a rispondere per le rime, al massimo, non rispondo per evitare situazioni ancora più imbarazzanti e altri problemi. Ma come posso fare?

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Allora, ho deciso di scrivere questo post, un po’ per scherzarci su, un po’ per far sapere chi c’è veramente dietro le foto. Avete presente tutti i rospi e le bestie deformi delle favole, che erano in realtà principi bellissimi sotto l’effetto di terribili sortilegi? Ecco, per me vale il contrario. Dietro quella faccia che vi sembra bella si nasconde una perfida strega, non quella del film Maleficent, ma brutta e cattiva, capace di gelare con un’occhiata o con una parola chiunque le intralci il cammino. Perfida e spietata, detesta gli spiritosi, quelli che fanno domande stupide, scontate e inopportune (“quanti anni hai?” “sei sposata?”), e aborre chi osa superare i limiti del pudore e della decenza (“ti piace dominare o essere dominata?”). E anche se si nasconde dietro la facciata di scrittrice di romanzi rosa, non significa che ami Christian Grey e le sue perversioni, che sia disposta a tradire, a mentire, ad innamorarsi del primo che capita e le fa un complimento. Senza cuore, acida e fredda, potrebbe distruggervi con la sua smania di precisione, con scope, spazzoloni, detersivi e detergenti che usa in maniera ossessiva per pulire la casa e chi la abita, con la pignoleria sia nei gesti che nelle parole, con la fissazione per le regole e i principi, per l’educazione e il rispetto, con i ritmi folli della sua vita, tra il lavoro, un marito, due figli, genitori, suoceri, cognati, amici, e poi la scuola, le feste, gli appuntamenti, le scadenze…

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Se ancora tutto questo non vi basta, vi dico anche che la sfortuna è sempre dalla mia parte. Non sono una strega vincente, perché, nonostante tutto, ha la meglio chi è più perfido di me, anche se io sono più brava e più veloce. Insomma, brutta, cattiva e sfigata, oltre che poco fiduciosa nelle mie capacità. Potrei essere peggio di così? A voi l’ardua sentenza.

UAUAUAUAUAUAUA!

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