4
Oct
2017
1

QUBI – Collettiva FattoreQU

Giovedì 5 ottobre dalle ore 18.00 presso il Circolo Artistico in Corso Italia 108 ad Arezzo si terrà il vernissage della mostra collettiva QUBI, curata dall’artista Antonella Cedro, nell’ambito di una serie di eventi “Circoliamo l’arte al Circolo“, che si terranno nella stagione 2017/2018 presso il Circolo stesso, ad opera del gruppo FattoreQU.

 

 

Il punto di partenza degli artisti è la sedia, come elemento di arredo, utile per stare in compagnia, per condividere momenti piacevoli a pranzo e a cena, in compagnia, per riposarsi, leggere, fermarsi un attimo a riflettere. Nella storia d’arte, questo che sembra un semplice elemento di arredo è stato spesso usato come un mezzo di espressione. Perciò, anche stavolta ciascun artista ha interpretato liberamente il tema, creando opere che non fossero necessariamente da appendere al muro, come in una mostra tradizionale, e che uscissero dai soliti canoni standardizzati.

Nel manifesto, progettato e creato da Gea Testi, viene proposta la sedia di Van Gogh presso l’ospedale psichiatrico di Saint Paul de Mausole, dove l’artista si rifugiò volontariamente negli ultimi anni della sua vita, quando creò le opere più famose.

Tutti parlano di Vincent come di una creatura inquieta e scostante, brutta e sgraziata, taciturna e solitaria. Nessuno, neppure il fratello, aveva capito che dipingere, per Van Gogh, era l’unica forma di resistenza. ” (Gea Testi)

 

Per quanto riguarda il significato di QUBI, l’idea è nata da Antonella Cedro insieme a Gea Testi e Silvia Argilli. Infatti, Q.B. è quello che nelle ricette in cucina significa Quanto Basta, quando si tratta di aggiungere olio, sale o condimenti. Il riferimento è quindi alla libera espressione di ciascun artista, che può dare alla propria opera il “sapore” che preferisce, aggiungendo le dosi di questo o quell’elemento a proprio piacimento, per renderlo unico. E proprio la peculiarità di ciascuno si amalgama a quella degli altri per creare un “piatto” sopraffino, fuori dagli schemi.

 

La curatrice della mostra, ANTONELLA CEDRO, pittrice e artista, ha esposto in mostre personali e collettive in varie parti d’Italia e all’estero, in Austria e negli Stati Uniti. Ha curato le mostre: Save the Date (2013), Message in a bottle (2013), Dalla matita al mouse (2014), Non solo eroici ma vivi (2014), Vini sublimi in Villa La Ripa (2014), BANG Sfumettature d’artisti (2015), I colori del sacro (2016), Filogenesi (2016), Tra cielo e terra (2017).

 

GLI ARTISTI del FATTOREQU

 

DANIELE ALFANI – Si è sempre dedicato con passione all’arte pittorica, sperimentando le varie tecniche. Tra il 1979 e 1980 prende parte a un corso di Arti grafiche organizzato dalla Provincia di Arezzo, svoltosi principalmente presso la galleria-studio di Roberto Remi, dove apprende la tecnica dell’acquaforte e altri metodi di incisione e stampa. Tra il 1981 e il 1989 partecipa a varie mostre collettive. Nel contempo intreccia un’intensa attività di mail art (arte postale) con artisti di tutto il mondo, arrivando a organizzare due mostre ad Arezzo, che nei primi anni Novanta attirano l’attenzione del canale Video Music. Nel 2002 è selezionato fra i trenta finalisti del Premio Nazionale “Arte Mondadori”. Nello stesso periodo entra a far parte del Cenacolo degli Artisti Aretini.
Nel 2011 e nel 2012 porta due personali di pittura e scultura alla Villicana D’Annibale Galleria D’Arte di Arezzo, il primo dal titolo Un viaggio colorato, dove espone pitture e sculture realizzate con materiali di recupero. Ad aprile 2012 partecipa alla mostra collettiva > cm2 900: 40 Artisti Contemporanei a Sansepolcro, presso la Fondazione Alessandrini. La sua arte è accanto a quella di maestri come Schifano, Gentilini e Montuschi.

 

ANDREA ANDREONI – Nasce a Carrara nel 1960. Dopo aver frequentato gli studi artistici, si avvicina con passione al mondo della fotografia. Per anni ha frequentato il gruppo fotografico aretino La Pieve, partecipando a diverse edizioni del progetto espositivo collettivo Itinerari. Andreoni ama rimanere in equilibrio tra forme e colori, cercando di stare quanto più lontano possibile dall’idea di soggetto, in modo quasi astratto. Dell’ottava arte il suo momento preferito è quello che precede lo scatto, quando l’autore immagina “ciò che potrà essere”.

 

SILVIA ARGILLI – Nasce nel 1984 e fin da piccola disegna tantissimo creando mondi, storie, e narrazioni illustrate sperimentando con curiosità tecniche sempre diverse.
Percorre studi e strade professionali sociali distanti dal mondo artistico, studia Scienze politiche ed è Assistente Sociale e lavora per molti anni presso realtà educative e studentati internazionali. Finché a 30 anni decide di licenziarsi e chiudere la precedente parentesi ed aprirne una nuova. Fa della sua passione il suo lavoro, conseguendo una laurea universitaria e frequentando scuole e corsi specializzati.
Silvia è una disegnatrice, illustratrice, ritrattista, pittrice e muralista. Autrice di libri d’artista (selezione premio NOFX, Torino), dipinge murales ad Arezzo e fuori e fa la ritrattista di strada per le piazze italiane.La sua attività artistica è in continua evoluzione.
Sperimenta linguaggi e tecniche attraverso un’incessante ricerca artistica e personale.
Predilige l’indagine del corpo e dell’emotività anche attraverso metafore e simbologia.
Vive e lavora ad Arezzo. Le sue mostre:
“Happy birthday Casa dell’Energia”, 2017 ,collettiva presso Casa dell’Energia, Arezzo
“Tra Cielo e Terra” 2017, Circolo Artistico Arezzo
“Memento Chiostro” 2016, Biblioteca Città di Arezzo
“And the winner is” 2016, Concorso internazionale del libro d’artista, Galleria NOPX, Torino
“Numinosità” 2015/ 2016, Arezzo
“Dissimilitudini” Collettiva di disegno, 2015, Arezzo
“State of mine/illustrations” Aprile/Maggio 2015, Arezzo
“Casermarcheologica” Collettiva di Arte contemporanea, 2013, Sansepolcro
“Micropiscinarchelogica” Collettiva di Arte contemporanea, 2012, Arezzo
“Corpo movimento passioni” Collettiva di Arte Contemporanea, 2012, Spazio Seme, Arezzo.

 

ARXAIA – Mario Bernardini e Corrado Paolo D’Alessandro. Duo di artisti a tutto tondo, che lavorano con svariati tipi di materiali, dalla tela alla ceramica, per creare sculture, dipinti e preziosi oggetti d’arte.

http://www.arxaia.it/it/index.php

 

VALENTINO BRUSCHI – Nato a Desio (MB), vive in provincia di Arezzo dal 1981 e si è diplomato come maestro d’Arte presso l’Istituto di Anghiari. Ha iniziato a dipingere in quel periodo. La sua è una pittura non tradizionale che entra nel cerchio della fantasia e si mescola al genere astratto cercando di dialogare sempre con nuovi linguaggi ed espressioni. In continua evoluzione e sperimentazione la sua ricerca ha come prerogativa l’accostare materiali (carta, cartone, iuta) attraverso i collage e i colori quasi puri con la loro forza usando quelli ad olio, gli acrilici, gli smalti, i pastelli, le chine e gli acquarelli al fine di esaltare al massimo gli effetti e le cromie delle proprie composizioni.
Dal 2012 è membro del ” Cenacolo degli Artisti Aretini” e partecipa alle mostre collettive del gruppo, mentre dal 2015 ha iniziato ad esporre in mostre personali, una delle quali al Gran Caffè storico letterario le “Giubbe Rosse” di Firenze, oltre a numerose collettive in ambito regionale.
I suoi lavori sono visibili su Facebook alla pagina “L’Arte di Valentino” e nel sito personale www.lartedivalentino.it .
In occasione della mostra alle Giubbe Rosse, il critico d’Arte Prof. Ugo Barlozzetti di Firenze ha detto di lui: “Dalle esperienze influenzate dall’interesse per la materia cromatica in sé, ha distillato, Valentino, una indagine che ha ritrovato nella brillantezza delle superfici, nel contrasto con il non colore.”

 

ANDREA CASTELLAZZI – Crede nel valore del pensiero che guida la mano dell’artista, ha all’attivo delle mostre ad Arezzo nel 2016 a cura di Liletta Fornasari.

http://andreacastellazzi.com/

 

STEFANIA CERBINI – Nata nel 1982 ad Arezzo, vissuta nelle campagne aretine è da sempre a contatto con la natura, da sempre attratta dai colori. La sua vena artistica si presenta fin da piccola, passa giornate a disegnare, amante della musica che influenza e dà movimento alle sue opere. Frequenta l’istituto statale d’arte ( ma non lo termina),è affascinata da artisti come Dali, Frida Kalho , Keith Haring, Jean Michel Basquiat. Con una personalità estroversa le sue opere non rispecchiano il suo carattere ma l’espressione dei suoi stati d’animo, un rifugio dove potersi sfogare, dove liberare sentimenti contrastanti che lottano interiormente.

 

FABRIZIO CIOCI – Nato a Castiglion Fiorentino nel 1961 ha da sempre mostrato attenzione e ammirazione alle capacità creative e artigianali. Nel 1979 consegue il diploma di “Maestro d’arte dei metalli “ presso l’Istituto statale d’Arte di Arezzo. Inizia da subito l’esperienza nel settore orafo, coltivando contemporaneamente gli
interessi espressivi con la pittura e la scultura. Nella seconda metà degli anni ’80 collabora alla realizzazione di eventi teatrali, curandone prevalentemente il lato scenografico .
Lo studio e l’applicazione delle antiche tecniche orafe gli ha dato la possibilità di lavorare
come modellista e designer per le più prestigiose imprese del settore, italiane e mondiali.
Ha sempre subito il fascino dei materiali e nella sua ricerca artistica vuole esaltare la
loro forza evocativa. Lavora la pietra, i metalli, i materiali poveri, cercando nelle loro caratteristiche e peculiarità quel senso d’intimo, simbolico, primitivo straniamento che si prova ogni volta di fronte al mistero dell’esistenza.

 

LAURA DAVITTI – Nata ad Arezzo nel 1983, vive a Monte San Savino (AR).
Fin da piccola sviluppa la passione per l’arte grazie alla madre, pittrice autodidatta, e alla zia, nota ceramista. Frequenta l’Istituto d’Arte di Arezzo e quindi si laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Siena. Dal 2011 svolge l’attività di guida del Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, dove è addetta anche alla scenografica ricarica dell’orologio cinquecentesco, alla biglietteria e al bookshop. Negli anni ha sempre coltivato l’amore per la pittura, portando avanti la sua ricerca che si coniuga con l’interesse per i simboli e le filosofie arcaiche, per i miti antichi e per le culture lontane. Dal 2014 frequenta ad Arezzo la scuola di disegno RADAR di Enrique Moya Gonzalez. Nel 2015 ha esposto con le personali “Inner Arabesque” nel Museo della Fraternita dei Laici di Arezzo e “Sketches” a Europa Power Yoga di Firenze. Nello stesso anno ha partecipato alla collettiva “Madre. Icona, sogno e realtà” alla Galleria Sanlorenzo Arte di Poppi. Nel 2016 ha aderito al progetto espositivo nell’ambito di “ArtWalk”, mostra diffusa lungo Via Cavour ideata da ViD’A – Villicana D’Annibale ed esposto con la personale “Cosmo” a Corpo e Mente di Arezzo.

 

CESARE DRAGONI – Artista autodidatta, ha, come lo ha definito Liletta Fornasari, “un linguaggio scultoreo sperimentale, capace di dare vita a vere e proprie formelle a rilievo, nelle quali una massa senza forma assume soluzioni plastiche capaci di evocare infiniti mondi interiori, senza escludere anche eventi e momenti di vita e di storia“.

 

MAURA GIUSSANI – Nasce a Milano nel 1952 e si diploma presso il Liceo Artistico “Beato Angelico” della sua città natale. Ha frequentato un corso del maestro A. Marrone, dal quale ha appreso le tecniche pittoriche che l’hanno stimolata, in seguito, a sperimentare soggetti e stili differenti. Nel biennio 2013 – 14 ha seguito un corso di disegno e nudo dal vivo e un corso di ritratto dal vivo. I suoi soggetti preferiti sono, comunque, lo studio delle luci e dei riflessi in tutte le loro manifestazioni. Ha partecipato a numerose collettive e personali in siti artistico – culturali di importanza nazionale e negli ultimi anni anche in sedi all’estero (Francia, Svezia, Austria, Svizzera e New York ) riscuotendo grandi consensi da parte di critici e collezionisti.

 

ELDA LENZI – Nata nel 1958 a Castiglion Fibocchi (Ar), vive e lavora ad Arezzo. Diplomata all’Istituto d’Arte di Arezzo, si appassiona fin da giovane al teatro, alla letteratura e alla pittura. Tra il 1991 e il 1993 partecipa a vari laboratori teatrali e al corso biennale di teatro con il “metodo Stanislavskij”, promosso dalla scuola Diesis Teatrango a Loro Ciuffenna (Ar). Grazie a queste esperienze recita ne “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello al Teatro Bicchieraia di Arezzo e in “Nozze di sangue” di Federico Garcia Lorca a Pieve a Presciano (Ar). Nel 2011 pubblica in proprio la raccolta di poesie dal titolo “Dal Tremore all’Amore”, mentre nel 2012 dà alle stampe il romanzo “Il tempo di Inanna”. Nell’ambito della sua attività pittorica nel 2012 presenta una personale nell’ambito di “Calici sotto le stelle” a Castiglion Fibocchi (Ar). Nello stesso anno si aggiudica il Premio “Rappresentanza Confindustria Arezzo” all’interno del XXII Premio Nazionale di Pittura Città di Civitella in Val di Chiana (Ar). Partecipa al concorso “Chimera Arte”. Nella primavera 2015 espone con la personale “Terra e Cielo. Vibrazioni e Frequenze”, in occasione di EXPOniAMO a Castiglion Fiorentino (Ar). Nello stesso anno presenta le sue opere all’interno degli eventi “Musica per il 3° millennio” nella sede della Fondazione “Guido d’Arezzo” ad Arezzo e “Musica d’una sera di mezza estate” nell’atrio di Casa Petrarca, sempre ad Arezzo. Ancora nel 2015 è selezionata per la collettiva “Sensi”, allestita alla Galleria SanLorenzo Arte di Poppi (Ar). Nel maggio e luglio 2016 espone con una personale a Firenze nella sede di “Italia Power Yoga”. Sempre nel 2016 espone presso il ristorante Falterona di Stia (Ar). Nel 2017 presenta una sua personale a “Corpo e Mente” ad Arezzo.

 

JOHN PAUL RABARA – Ha 22 anni, è di nazionalità Filippina e lavora come modellista orafo. Arrivato in Italia all’età di 11 anni, prosegue gli studi, ma non ha mai dimenticato le proprie radici. Cresciuto in un contesto dove la gente è legata alla coltura non ha potuto fare a meno di innamorarsi del mondo delle piante, e, grazie ai viaggi, ha unito questa passione con quella per il movimento artistico Art Nouveau. Da questo connubio è nata una nuova visione delle piante, che diventano ornamenti e motivo di ispirazione in tutti i campi. I suoi lavori si basano infatti su una fusione tra scultura e piante, perché vuole indurre le persone ad avere il “verde” in casa, creando un angolo di meditazione per concedersi momenti di calma, in contrasto con la vita a volte stressante e pressante fuori dalle proprie abitazioni.

 

DANIELA REFONI – Nata a Castiglion Fiorentino (Ar), dove risiede ed opera. Fa parte del Cenacolo degli Artisti Aretini, partecipa a mostre collettive e personali, ha ottenuto premi e riconoscimenti partecipando a concorsi ed estemporanee. Predilige come tecnica la brillantezza della pittura ad olio con la quale meglio esprime le trasparenze e la chiarezza cromatica delle forme naturali riprodotte. Il suo è un desiderio semplice di trasmissione di messaggi positivi ispirati dal suo “giardino”, dove prendono corpo e colore immagini chiare ed immediate. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.

 

GEA TESTI – Nasce a Firenze nel 1978. Ha studiato architettura, successivamente si è diplomata in disegno grafico e fotoritocco digitale e ha ottenuto il massimo dei voti con una tesi sulla fotografia della persona al corso Seeing Through Photographs del MoMA (Museum of Modern Art) di New York. Da sempre appassionata di scrittura, ha unito il giornalismo alle arti grafiche, anticipando, da giovanissima, quella tendenza che oggi si è concretizzata nel visual journalism. Esperta di comunicazione, lavora molto all’estero, vantando collaborazioni con la Kunsthaus Tacheles di Berlino e la compagnia di danza Silenda di Caen (Normandia) con cui ha pubblicato il catalogo fotografico Lifelike nel 2010.
Nel 2011 ha partecipato alla manifestazione Private Flat #7 di Firenze con la performance collettiva T-no SHOW a cura di Mega+Mega. Nel 2013 ha pubblicato il fumetto Le tette che meriti con lo storyteller Matteo Gallo. Nel 2014 una delle sue opere è stata scelta per rappresentare l’immagine dello studio Le Regarde du Cygne di Parigi, mentre nel 2015 alcuni dei suoi lavori sono stati scelti per la pubblicazione dalla rivista newyorchese The Dance Enthusiast. Gea Testi è anche una founder del MAI, il Marina Abramovic Institute. Con Marina Abramovic ha partecipato alle performance 512 Hours alla Serpentine Gallery di Londra. Le sue opere sono il frutto dell’unione di varie discipline: fotografia, disegno grafico, pittura, illustrazione.

 

Vi aspettiamo al vernissage giovedì 5 ottobre presso il Circolo Artistico di Arezzo dalle ore 18.00. A presentare la mostra, che durerà fino al 21 ottobre, ci sarò io insieme alla curatrice, Antonella Cedro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare

“Faces” Alessia Modesti
“Facce di QU”, la mostra di fine stagione del Fattore QU
L’arte di insegnare
“Nella tana del QUniglio”, la nuova mostra del Fattore QU

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi