7
Mar
2017
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La scrittura creativa emozionale di Cinzia e Igor

 

A seguito della recente pubblicazione di Chiamami Anam e Partiamo da qui (Casa Editrice Imprimatur) ha suscitato il mio interesse il particolare tipo di scrittura dei due autori, Cinzia Lacalamita e Igor Damilano.

 

Igor Damilano, nato a Gorizia, è scrittore, speaker radiofonico e consulente del Sistema What’s Up per il benessere giovanile. Insegna scrittura creativa emozionale. È autore di Margherita Hack. La stella infinita (Aliberti-Imprimatur, 2013), Solo per i miei occhi (Imprimatur, 2014), Kintsugi. Terra di mezzo (Imprimatur, 2015) e Chiamami Anam (Imprimatur, 2016).

Cinzia Lacalamita, nata a Trieste, è scrittrice, editorialista e consulente editoriale. Insegna scrittura creativa emozionale. È autrice di Daniele. Storia di un bambino che spera (Aliberti, 2009), L’uomo nero esiste (Aliberti, 2010), Volevo un marito (Aliberti, 2012), Margherita Hack. La stella infinita (Aliberti-Imprimatur, 2013), Solo per i miei occhi (Imprimatur, 2014), Kintsugi. Terra di mezzo (Imprimatur, 2015) e Chiamami Anam (Imprimatur, 2016).

In un’era in cui l’italiano viene spesso dimenticato, storpiato, distorto e perfino smontato all’occorrenza per far posto ai nuovi linguaggi dettati dall’uso frenetico delle tecnologie; in un’era in cui i sentimenti e le emozioni sembrano passare veloci come le mode del momento; ebbene, c’è ancora chi coltiva l’uso della Lingua Italiana, in cui ogni parola è densa di significato.

Ma chiediamo ai diretti interessati in cosa consiste il loro lavoro – perché di lavoro si tratta, quando la scrittura viene intesa come un mezzo reale di comunicazione e di espressione anche artistica, non come semplice passatempo.

Cinzia e Igor, volete spiegare che cos’è la scrittura emotiva emozionale?

È quel tipo di scrittura che fa in modo che le persone siano portate a dichiarare quanto hai scritto tu descrivendo il nostro operato: “Espressione artistica, non semplice passatempo”. È rispetto delle parole intese come sentimenti dei lettori, dunque, è entrare in empatia con chi sta al di là del libro per offrire un insieme di concetti che racchiudano valori ormai in disuso, come il senso dell’onore, della giustizia, del dovere. È tutto ciò che non usa la spettacolarizzazione del dolore né, tantomeno, la banalizzazione dell’amore. È una scrittura che amiamo definire “adulta”, matura, ma destinata a tutti, perché comunica con il linguaggio universale che tocca le corde dell’anima: è l’innocenza dei bambini unita alla saggezza degli anziani.

Come è nata questa passione?

Cinzia: la scrittura ha sempre fatto parte di me. Sin da piccola, cercavo nelle parole il senso di ciò che ero e di ciò che erano gli altri. È diventata professione quando, proprio attraverso i social network, sono stata notata per il mio modo di esprimermi da alcuni direttori di testate giornalistiche locali. In seguito, ho avuto la fortuna di lavorare per il quotidiano affariitaliani.it come editorialista e, da lì, il primo libro. Il primo di un’inarrestabile lista, che racconta la dedizione assoluta a questo mestiere.

Igor: io sono nato come speaker radiofonico, presentatore, animatore. Parole non su carta, ma al microfono, le mie. Quando ho conosciuto Cinzia, è stato naturale e spontaneo passare al “nero su bianco”.

Quando vi siete incontrati e avete iniziato a collaborare?

Igor: Il 4 marzo del 2013, a seguito di una mia richiesta di amicizia su Fb a Cinzia. A luglio 2013 usciva già “Margherita Hack. La stella infinita”.

Cinzia: tutto giusto, ma la data dell’incontro gliel’ho suggerita io.

Chi ha avuto l’idea di organizzare dei corsi?

I lettori. Continuavamo a ricevere senza sosta richieste di consigli, di suggerimenti per scrivere meglio o per riuscire a pubblicare. In molti ci chiedevano delle vere e proprie lezioni, perciò, a un certo punto, non abbiamo fatto altro che mettere a disposizione quanto sappiamo e, strada facendo, quanto continuiamo a imparare. Perché non smettiamo mai di imparare: studiamo quotidianamente l’evoluzione della lingua, della società, del mercato.

Come si insegna a scrivere guardandosi dentro?

Innanzitutto insegnando a non mentire a se stessi, a dire la verità per far arrivare messaggi puliti, onesti. Non serve mostrarsi migliori di quanto si sia, è necessario vestirsi di umiltà per, poi, potersi permettere di entrare nelle case delle persone come ospiti educati, mai spadroneggiando. Molti credono che saper scrivere significhi buttar giù un insieme di frasi più o meno correttamente. Noi crediamo, al contrario, all’eccellenza stilistica e umana che vanno a braccetto. Crediamo al peso delle parole che sono il mezzo per rendere l’essere umano forte, più lontano possibile dalle bassezze che imperano perché capitanate dall’egoismo dell’io che poco si interessa del noi. Noi, tutti noi, siamo la potenza che può cambiare il mondo in qualcosa di ben riuscito se veicolato da buone parole.

Ai corsi può partecipare chiunque o fate una selezione? Come vi organizzate?

Sono aperti a chiunque abbia voglia di imparare a gestire le parole per migliorare la qualità di vita, propria e di chi ha accanto. Insegniamo cose estremamente tecniche, trucchi del mestiere che tanti non amerebbero rilevare, ma, soprattutto, insegniamo ad amare il linguaggio, a viverlo come il più potente tra gli alleati, colui che ci rende responsabili di ogni singola vittoria o sconfitta. Perché questo fanno le parole: portano a vincere o a perdere a seconda di come usate. Parlare a sproposito significa creare brutture, storpiature, disarmonia universale. Organizzarci è semplice: abbiamo un laboratorio stabile a Trieste, dove facciamo lezione ogni secondo sabato del mese, e gestiamo corsi fuori dalla nostra città a cadenza trimestrale. Andiamo dove richiesti.

La scrittura in questo caso diventa una specie di autoanalisi?

Qualcuno, più di qualcuno, ci ha detto che fare un nostro corso cambia il modo di guardare alla vita. La risposta è, dunque, sì. Per noi e per gli altri.

Potete farci qualche esempio, citando qualche frase o periodo di scrittura creativa emozionale?

Cinzia: ti trascrivo un periodo particolarmente amato da me, tratto da “Kintsugi. Terra di mezzo” e ripreso in “Chiamami Anam”: “Se anche volessi scappare, i miei pensieri me lo im­pedirebbero: sono loro a non poter fare a meno di te, non io. Amano quanto di appassionato e incantevole disegni nella mia mente, per questo posso solo starti accanto, perché non smettono mai di pensarti… i miei pensieri. Nella prossima vita, forse nascerai con un altro nome, ma quando ti incontrerò, loro si ricorde­ranno di te al primo sguardo e ciò mi basterà per sce­glierti di nuovo… esattamente come è già accaduto in questa di vita. Ti scelgo e ti sono accanto da sempre”.

Cinzia e Igor, come vi dividete i compiti? Chi prende le iniziative? Chi organizza?

Cinzia: Io comando, lui esegue.

Igor: Io comando, lei esegue.

La verità è che, anche se può sembrare difficile, lavoriamo all’unisono per il semplice fatto che siamo l’estensione artistica uno dei pensieri dell’altro. Ci muoviamo sul foglio amando le stesse idee, elaborandole con facilità, forti di un grande senso dell’organizzazione che ci permette di pianificare ogni cosa perché abbiamo scelto di essere professionisti, non “improvvisati”. Da professionisti, abbiamo orari d’ufficio, anche quando potremmo stare a pancia all’aria.

A cosa state lavorando adesso?

Lavoriamo sempre con un anno di anticipo alle pubblicazioni che arrivano sugli scaffali: appena esce un nostro libro, siamo già di partenza con quello che uscirà esattamente un anno dopo. A ottobre di quest’anno consegneremo l’uscita per il 2018. Contemporaneamente, con i corsi di scrittura, siamo di nuovo alla ricerca di talenti, nella speranza di offrire al panorama italiano altre nuove penne meritevoli di attenzione. E su questo concetto spendiamo una parola in più: meritevoli d’attenzione significa per il libro a nostra cura, poi, l’essere degni del lettore è un qualcosa che si deve guadagnare nel tempo.

Cosa rappresenta per voi la scrittura?

Cinzia: la vita.

Igor: ciò che mi mancava per esprimermi al cento per cento.

Altre passioni di Cinzia?

Igor.

Altre passioni di Igor?

Cinzia (suggerito da Cinzia, ma va bene)

Cinzia: pregi e difetti di Igor.

È un buono con difetti di poco conto, che non ha senso racchiudere in aggettivi, perché del tutto irrilevanti.

Igor: pregi e difetti di Cinzia.

È un’anima pura. Per i difetti mi avvalgo della facoltà di non rispondere, se non in presenza del mio avvocato.

A quando i prossimi corsi di scrittura creativa emozionale?

Ad aprile, a Trieste, terremo il corso di scrittura empatica. A maggio, a Mammola (Reggio Calabria) un corso intensivo di tecniche di scrittura, approccio all’editoria, scrittura empatica e scrittura per immagini.

 

Grazie e buon lavoro!

 

Per altre info: http://www.scritturaemozionale.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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