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Dec
2016
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FILI FORME la nuova mostra di ANTONELLA CEDRO

DOMENICA 4 DICEMBRE 2016 alle ore 17.30 nei locali del seicentesco Palazzo Guazzesi,  sede del Circolo Artistico, in Corso Italia, ad Arezzo, verrà inaugurata la mostra personale di ANTONELLA CEDRO, dal titolo FILI FORME.

Antonella ci ha abituati a lavori apparentemente semplici, alle sue forme definite “aliene”, ai colori vivaci, alla ricerca di materiali di ogni specie, con uno spirito primitivo e ancestrale, senza titoli e senza orpelli. Stavolta, invece, ha unito sapientemente diversi stili narrativi, diverse tecniche, diversi modi di presentare la realtà e, soprattutto, ha sfidato se stessa arrivando dove non era mai arrivata, scoprendo in questo modo tutta la creatività, ma anche la sensibilità, che aveva sempre cercato di dissimulare.

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Palazzo Guazzesi, Corso Italia, Arezzo

Questa la mia introduzione, inserita nel catalogo:

RITI DI PASSAGGIO

Antonella Cedro non è una semplice artista ma un’artifex, colei che, secondo la definizione del vocabolario “esercita un’arte manuale che richieda esperienza e ingegno”. Ci ha abituato alla semplicità delle forme, alla libera interpretazione di chi osserva le sue opere, senza condizionamenti, lasciando parlare i colori più o meno vivaci e i tratti spesso definiti “alieni”, che rimandano ad un linguaggio primitivo e primordiale.

Stavolta invece Antonella approfondisce i temi, si cimenta in linee più precise e in disegni veri e propri di figure umane e di animali, nelle loro forme più complesse e nelle loro espressioni più semplici. Il disegno – di esseri umani ma anche di animali ripresi dagli antichi bestiari medievali – si adagia su una morbida tela di lino grezzo e viene affiancato da pagine di antichi libri di preghiere, cucite con del filo di lino, che fanno da sfondo, insieme alle immancabili figure semplici e colorate che contraddistinguono da sempre lo stile dell’artista. Non una semplice pittura, ma un lavoro elaborato, che parte dal disegno, prosegue nel cucito di pagine di testi antichi e termina con il tocco di colore del pennello. Attraverso le varie tecniche, lo spettatore si trova a contemplare le forme create dal lapis, il loro movimento e lo studio del loro essere viventi. Poi passa alla parte spirituale, a tratti mistica, in cui la pagina antica della preghiera diventa un momento di riflessione sia per il credente, che si rivolge a Dio e a se stesso, sia per il non credente, che comunque studia il contenuto, la forma, la conservazione del tomo, ma si pone anche domande sul significato delle parole, mettendole a confronto con la realtà e con il suo io. Infine, lo sguardo si distende e ritrova il calore delle forme e dei colori familiari dei piccoli “alieni” di Antonella. Un percorso intimo e interiore, una serie di RITI DI PASSAGGIO.

Per la prima volta, l’artista-artifex Antonella ha il coraggio di mettersi in gioco, affrontando il disegno nel senso più classico del termine, scegliendo forme complesse e semplici allo stesso tempo che formano un perfetto connubio e contrasto alle pagine di preghiere, per sdrammatizzare poi con un ritorno allo stile abituale.

Per la prima volta, Antonella invita il suo spettatore a riflettere sul significato dell’esistenza, sulle sue forme apparentemente più semplici che in realtà sono molto più complicate e lo fa invitando alla preghiera, ma non in senso strettamente religioso: il suo è un consiglio a fermarsi un istante per guardarsi intorno, per capire il senso di ciò che ci circonda e di quello che siamo e vogliamo, un incitamento a godere di ciò che ci viene dato, cogliendo sempre l’attimo.

Per la prima volta, Antonella mette a nudo la sua anima, mostra il suo io più nascosto e svela il mondo meraviglioso della sua sensibilità e della grande intelligenza che spesso ha cercato di mascherare con le forme “aliene”. Stavolta, infatti, ha il coraggio di superare le barriere che si era imposta e si cimenta nel disegno, elaborando forme morbide e conferendo loro una complessità e uno spessore che vanno oltre le linee, per arrivare al significato più nascosto dell’esistenza. Per questo, prosegue poi cucendo a mano, come nei tempi antichi, delle pagine di testi altrettanto antichi, prendendo per mano lo spettatore per condurlo in questo percorso di riflessione interiore. Ma Antonella non vuole che sia tutto troppo serio, o opprimente o asfittico, non c’è nessun Giudizio Universale, nessuna soluzione, se non quella che ognuno trova dentro se stesso e allora ci riporta alle sue forme originarie, che danno il conforto e il sollievo che si prova quando, di fronte a qualcosa di troppo grande, ritroviamo il calore di quello che ci è familiare.

Un percorso intenso, introspettivo e forse anche psicologico, ma anche uno spettacolo esemplare di perizia artistica e di cura dei particolari, di attenzione per i dettagli e di perfetto connubio tra tecniche e metodologie diverse, oltre la pittura. RITI DI PASSAGGIO, un percorso intrapreso da una grande artista che dimostra di essere una vera artifex.

La mostra resterà aperta fino al 29 Dicembre. L’ingresso è gratuito.

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