13
May
2016
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Avventure di una self-publisher. Episodio 13. Leggi “gratis” con Kindle Unlimited

Per chi ama leggere, Amazon da tempo propone Kindle Unlimited, una sorta di prestito bibliotecario digitale a cui chiunque può accedere pagando 9,99 euro al mese. Se si considera che un solo libro o e-book può avere questo costo, chi divora libri ha un grande vantaggio economico. C’è da ricordare, però, che non sono disponibili tutti i libri e gli e-book, ma solo quelli i cui diritti siano stati ceduti in esclusiva a KDP-Amazon, quindi le opere di autori auto-pubblicati e di autori che pubblicano con case editrici, che però hanno ceduto i diritti a KDP-Amazon. Ovviamente, cedendo i diritti in esclusiva, si accetta di vendere la propria opera solo su Amazon, pena l’esclusione dal programma. Fin qui, tutto bene, soprattutto per gli autori indipendenti, che potrebbero avere una vetrina in esclusiva per mettersi alla prova.

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Purtroppo, però, l’esclusiva funziona in maniera piuttosto anomala, in quanto le regole non sono le stesse per gli autori indipendenti e per quelli affiancati dalle case editrici. Infatti, si possono trovare in vendita nelle librerie e in altri store delle opere, pubblicate da case editrici, che sono inserite anche nel programma di Kindle Unlimited, ma non si possono trovare quelle degli autori indipendenti, perché vietato dal regolamento KDP. Ho chiesto il motivo di tale ‘anomalia’ e mi è stato risposto che, per quanto possa sembrare poco corretto, gli editori, a differenza degli autori indipendenti KDP (che pubblicano gratis), pagano per pubblicare con loro e quindi le politiche sono diverse. Purtroppo per gli indipendenti, non è permesso comprare spazi pubblicitari, o, almeno, in Italia per ora non lo è. Così, per l’ennesima volta, gli autori indipendenti si sono visti togliere l’unico campo esclusivo, che poteva dare la possibilità almeno di guadagno.

Sì, perché dall’anno scorso erano cambiate anche altre regole in Kindle Unlimited. Ogni mese, viene messo a disposizione un fondo globale, con il quale vengono pagati gli autori che aderiscono al programma. Mentre prima l’autore incassava una quota fissa, piuttosto irrisoria, ogni volta che una sua opera veniva presa in prestito, indipendentemente da quante pagine ne venivano lette, adesso invece conta il numero delle pagine (le pagine non sono quelle di un’edizione standard, ma un formato digitale appositamente creato da Amazon, chiamato KENP). Quindi, più pagine vengono lette, più l’autore guadagna.

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Anche stavolta, il sistema è stato compromesso dai ‘soliti furbi’ o da chi ha interesse a screditare un meccanismo che pareva collaudato. Infatti, è di pochi giorni fa la notizia che alcuni autori avrebbero creato dei libri fasulli, composti solo da link che farebbero scorrere involontariamente al lettore le pagine prive di contenuto o con contenuti senza senso, al solo fine di guadagnare soldi. A parte il fatto che in questo modo si scredita non solo il sistema di Kindle Unlimited, ma anche gli autori, in particolare gli auto-pubblicati, ancora una volta! Per contrastare il fenomeno, Amazon avrebbe preso dei drastici provvedimenti, mettendo un tetto di 3000 pagine. Siccome non avevo ben capito in cosa consisteva questo ‘tetto’, ho chiesto dei chiarimenti. Mi è stato risposto che, ad esempio, per un libro che conta 3002 pagine, se vengono lette tutte ne vengono conteggiate, e quindi pagate, solo 3000 e non una di più.

http://observer.com/2016/04/how-amazon-kindle-unlimited-scammers-wring-big-money-from-phony-books/

In realtà, dal giorno esatto in cui ho letto questo articolo del quotidiano britannico The Observer, in cui si trattava proprio questo argomento, le pagine lette dei miei romanzi hanno subito una drastica, quanto improvvisa e immotivata, diminuzione. Ovviamente, si parla di ‘normale andamento del mercato’, del fatto che ‘non sono in tanti a leggere’, ma i dubbi restano. I cambiamenti improvvisi suscitano sempre tante domande, tanti dubbi e tante perplessità. Ma, essendo dalla parte dei più deboli, non si può far altro che andare avanti e continuare a lottare.

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Lottare, sì. Perché di lotta si tratta. Scrivere, come ho sempre sostenuto, non può essere considerato un passatempo, ma un lavoro che richiede tanta pazienza, perizia, tenacia e fatica, indipendentemente dal talento più o meno naturale. La scrittura è un esercizio continuo e costante, che deve essere accompagnato dalla lettura e dalla conoscenza, dall’umiltà e dalla passione, dalla voglia di mettersi in gioco, dal desiderio di trasmettere un messaggio o un’emozione. Scrivere è un’espressione culturale, una forma d’arte, che ha bisogno di trovare riscontri in chi legge, ma non solo. Non è una questione di fama o di fortuna, se si è conosciuti e famosi, se si è misteriosi personaggi nascosti dietro a pseudonimi, o gente in carriera che dichiara di scrivere per hobby, o autori di casi letterari creati a tavolino.

Ciò che conta davvero è il contatto diretto con il pubblico, quello che scrive direttamente all’autore per comunicare le proprie emozioni e impressioni, che lo sostiene, ma anche lo critica per farlo migliorare.

E poi, come ogni lavoro che si rispetti, conta il guadagno, perché a tanto lavoro deve corrispondere un compenso adeguato. Obiettivamente, vedersi togliere anche questo perché chi ha più mezzi si fa strada eliminando tutti gli ostacoli come un rullo compressore, senza  una leale concorrenza, è, oltre che ingiusto, alquanto umiliante e può indurre a lasciar perdere tutto, in una sorta di selezione naturale della specie molto forzata e piuttosto alterata. Solo i più tenaci e i più forti potranno resistere, a costo di trovarsi un altro lavoro pur di non rinunciare alla propria passione e ai propri sogni, forti del sostegno dei lettori e pronti ad incassare il prossimo colpo. Perché ci sarà sempre un prossimo colpo, per questo bisognerà essere sempre pronti a reagire, a dispetto di tutto e di tutti. Anche delle regole ‘ad personam’ e delle pagine di Kindle Unlimited!

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2 Risposte

  1. Alberto

    È dura essere autori indipendenti, come è dura lottare contro il sistema. Scrivi molto bene e riesci a trasmettere al lettore piacevoli emozioni. Non mollare

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