10
Jul
2015
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“13 Donne a Tavola”

Prendete 13 donne, che amano allo stesso modo la cucina e la scrittura, riunitele per uno scopo benefico, e mettete un’esperta in materia, come Loredana Limone (autrice della serie di Borgo Propizio), a curare il tutto. Avete appena ottenuto 13 Donne a Tavola, (Fefè Editore, Ologrammi Poetici, 2015) una raccolta di 13 racconti di tredici donne, tra autrici affermate in campo giornalistico ed editoriale, e principianti.

Dal 2005 Loredana Limone ha aperto a Monza un laboratorio di scrittura creativa legata al cibo, Sapori Letterari, e da questa esperienza sono stati selezionati sei racconti, scelti sulla base della qualità letteraria, altri sei sono stati scritti a quattro mani da autrici affermate che hanno affiancato le esordienti, mentre l’ultimo racconto è della stessa Loredana.

“Nel nostro piccolo, – spiega la Limone nella prefazione – quando dai fornelli veleggiano profumini stuzzicanti, anche a noi viene voglia di ricreare con carta e penna dopo che con mestolo e tegame, le nostre atmosfere gastronomiche. Ma tante volte non sappiamo come. In genere i corsi di scrittura ambiscono a insegnare a scrivere; di conseguenza i docenti spiegano la costruzione della trama, la caratterizzazione dei personaggi, qual è la differenza tra protagonista e antagonista, in che modo descrivere uno sfondo, cosa va detto e cosa è meglio lasciare all’intuizione del lettore, la struttura dei dialoghi, l’uso degli aggettivi, quello (moderato) degli avverbi e quant’altro. Indipendentemente dai risultati che tali insegnamenti possano produrre, se dobbiamo fare della scrittura un’attività giocosa che ci liberi anziché imprigionarci e ci rilassi anziché estenuarci, forse è meglio stare sul cosa e non sul come, e permettere alle storie che premono sottopelle di fluire spontaneamente. Ecco perché SAPORI LETTERARI, che conduco dal 2005, è un laboratorio di scrittura creativa, non una scuola, dove chi partecipa si esprime senza costrizioni. E dove il cosa è il cibo , nel nostro rapporto quotidiano: il cibo che già costituisce una forma di espressione e può essere paragonato al linguaggio. Infatti,, mentre per comporre una frase utilizziamo il menu grammaticale composto da soggetto, predicato, complemento oggetto, eccetera, per fare un pranzo utilizziamo il menu gastronomico composto da primo, secondo, contorno, frutta. Il gioco sta nel mescolare i due tipi di pietanze, quella edibile e quella letteraria.”

Ecco le autrici e i titoli dei racconti:

Erica Bauermeister, Imparare a cucinare, imparare a scrivere; Cecilia Fraccon, Pagine di diario; Laura Rangoni, Il ragù della nonna; Francesca Viganò, Il piatto del giorno; Laura Bonalumi, Dolce Alice; Elena Chigiotti, La Regina e l’extraterrestre; Valeria Palumbo, La fame di Salomè; Betti Magni, Piaceri privati; Roberta Schira, Glicine e gruviera; Paola Monguzzi, I ciliegi di Little Souls; Cristina Rava, In cima al carruggio; Annarita Sabbatini, Oscar e le cotolette magiche; Loredana Limone, Da Ofelia.

 

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I racconti spaziano da episodi di vita privata, a ricordi struggenti, da esperienze reali a quelle fantastiche, dalle psicosi agli amori struggenti, da visioni horror a scenari extraterrestri, dalla semplicità dei bambini alla furba malizia degli adulti. C’è n’è davvero per tutti i gusti, e il filo conduttore di ogni racconto è sempre il cibo, che influenza la vita e le vicissitudini dei personaggi. Divertenti o drammatici, fantastici o crudamente realistici, ciò che contraddistingue le singole opere è la fluidità della scrittura che ricrea ogni volta il sapore di antiche e nuove ricette, descritte con tanta cura nei minimi dettagli da far venire l’acquolina in bocca, e, se provate a chiudere gli occhi, sentirete il profumo che serpeggia insinuandosi in ogni angolo della casa, seducente e lussurioso, udirete il dolce sferragliare delle posate sui piatti e sulle pentole, l’allegro chiacchiericcio di una cucina in festa, l’energico lavorio delle braccia di donne che, in un’epoca di take-away, cibi precotti e surgelati, diete strampalate, e pietanze da Master-Chef, riescono a far rivivere i sapori sani e genuini di una volta, che richiedono ingredienti semplici, ma tanta passione e tanta pazienza, che sono capaci di deliziare il palato come nient’altro al mondo. Proprio come facevano le massaie di una volta, che, anche se avevano a disposizione pochi mezzi e pochi ingredienti, sapevano lo stesso tirare fuori da essi sapori altrimenti inaspettati.

E allora, tuffatevi in questi racconti e assaporateli, sì, perché stavolta ‘assaporare’ non è un termine metaforico. .Alla fine di ogni racconto, infatti, troverete la ricetta della pietanza protagonista, con ingredienti e metodo di lavorazione. Lasciatevi contagiare e trascinare da questa magica atmosfera e iniziate a prendere pentola e mestolo. Anche le più inesperte sapranno creare qualcosa di unico, qualcosa che sa di buono, che ha attraversato i secoli ed è arrivato fino a noi, come un lascito, un’eredità da tramandare in eterno, attraverso la scrittura. Perché scrittura e cibo si danno sapore a vicenda.

Cibo, scrittura, ma anche beneficenza, perché parte del ricavato della vendita dei libri sarà devoluto dalla casa editrice al Centro Aiuto Donne Maltrattate di Monza.

Buona lettura, anzi, buon appetito!

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